Il calcio è da sempre un fenomeno che trascende il semplice sport per diventare un simbolo di identità, passione e storia. In questo contesto, l’Inter si erge non solo come una delle squadre più titolate d’Italia, ma anche come un soggetto di narrazione che merita un esame più approfondito. “Se pensi di sapere tutto sull’Inter, preparati a dubitare” è un’affermazione che rielabora le certezze che molti hanno su questo club e che trova una conferma potente nel libro Storie Nerazzurre, scritto da Mario Macaluso. Quest’opera non si limita a raccontare successi, trofei e campioni, ma si addentra in una dimensione in cui la lotta per la giustizia sportiva si confonde con le sfide e i traumi di un’intera generazione di tifosi.
Storie Nerazzurre
Macaluso ci invita a un viaggio che sfida la narrazione ufficiale, riportando alla luce sedici scudetti “scomparsi” dalla bacheca nerazzurra, titoli di campionato che, sebbene il campo abbia spesso validato, sono stati progressivamente ignorati da un sistema intriso di ingiustizie. La storia di questi trofei è un racconto denso di sfide contro un contesto avverso, condito da razionalità politica, arbitraggi discutibili e un silenzio mediatico complice.
La struttura del libro si dimostra rigorosa e ben documentata, con una sequenza cronologica che permette al lettore di seguire passo dopo passo le varie edizioni del campionato italiano e le circostanze che hanno portato alla sottrazione dei titoli. Si inizia a scoprire che sei di questi scudetti risalgono agli anni in cui Giuseppe Meazza indossava la maglia nerazzurra, un’epoca d’oro segnata da pressioni e intrighi politici. Ma non finisce qui: gli anni Sessanta, in cui l’Inter di Helenio Herrera trionfava in Europa, sono anch’essi macchiati da quattro scudetti persi a causa di errori arbitrali ben documentati.
Storie nerazzurre non è solo un resoconto cronologico, ma diventa un’opera di denuncia. Macaluso evidenzia come ogni volta che l’Inter emergeva troppo forte, la risposta fosse sempre una manovra invisibile per ridimensionarne i successi, suggerendo che il narrativa calcistica si costruisce anche su torti e ingiustizie. Il lettore si trova a riflettere sulla questione della giustizia nel mondo dello sport e sul significato più profondo delle vittorie: quanti di noi possono definire il successo senza considerare le battaglie affrontate all’ombra della gloria?
Inoltre, l’autore analizza la modernità del calcio, illustrando come, anche negli anni recenti, si sia continuato a mettere in discussione la validità delle vittorie interiste. Con l’arrivo di Simone Inzaghi, altre due scudetti vengono sottratti in un contesto di decisioni arbitrali discutibili e di una narrazione mediatica che tende a ridurre le ingiustizie a mere questioni di opportunità o di “limiti caratteriali” dei giocatori stessi. Macaluso fa intravedere il fenomeno della manipolazione del racconto calcistico, dove gli eventi sul campo si intrecciano con le decisioni prese ai piani alti.
Il richiamo a quella che l’autore definisce la “seconda bacheca dell’Inter” è profondo e toccante: non quella fisica, ma quella emotiva, composta da spazi vuoti e titoli non riconosciuti che continuano a risuonare nel cuore dei tifosi. La grandezza dell’Inter, come sostiene Macaluso, non si misura solo in base ai trofei esposti, ma anche nella resilienza e nella determinazione di un popolo che continua a combattere, stagione dopo stagione, per ottenere il riconoscimento dei propri successi.

Storie Nerazzurre – Macaluso, Mario
Sofia Gentile
Critica Letteraria ed Editor
Laureata in Lettere Moderne, lavora nel mondo dell'editoria da 15 anni. Divora libri di ogni genere, dalla narrativa contemporanea alla saggistica storica. Cura recensioni puntuali e approfondimenti culturali per gli amanti della lettura.








